CRITICA
LUBATTI STEFANO
I numeri costituiscono l'intera visione pittorica di Stefano Lubatti: un universo costruito con cifre simboliche. I numeri sono da raccontare piuttosto che contare. I numeri servono a tracciare la storia di un mondo in cui le forme si ripetono all'infinito. I numeri sono un mezzo di comunicazione visiva, un modo per sintetizzare i punti di forza con le idee. Platone considerava l'antica scienza della numerologia come il più alto grado di conoscenza. Per lui era l'essenza dell'armonia cosmica e interiore, la chiave per la comprensione sia del macrocosmo che del microcosmo. I numeri comportano un potere evocativo unico. I numeri di Stefano Lubatti si traducono in un linguaggio che esprime con forza concetti astratti rimanendo ancorati a una presenza fisica concreta: la pittura. È su quei parametri che Steafano Lubatti ha stabilito un vocabolario per dare voce alla propria immaginazione. Attraverso i numeri l'artista sviluppa una propria teoria formale basata sui segni. Attraverso il processo di riproduzioni in serie, il segno del numero viene liberato dalla sua guaina visibile o da qualsiasi altra identità riconoscibile. Fratture ritmiche governate dalla geometria e dall'alternanza di vuoti con aree compatte, creano nuove dimensioni spaziali imprevedibili e inaspettate. Si potrebbe facilmente dire che in tale contesto i numeri sono solo il pretesto per combinare le forme e organizzare gli spazi: un modo per controllare la forma alla ricerca di una ragion d'essere per antonomasia. Non a caso Stefano Lubatti sceglie di lavorare con i numeri. I numeri di per sé non hanno origine ma una potente connotazione misteriosa che nasconde un'energia sconosciuta e antica. La pittura è la chiave per decifrare questa energia misteriosa. Superfici di tele di juta tattili colorate in calde tonalità di pittura forniscono all'artista la materia e le sensazioni sensoriali necessarie per dare corpo all'immagine. Nei dipinti di Stefano Lubatti i numeri non sono ridotti alla loro comune funzione meccanica quotidiana. Qui i numeri sono una presenza viva perché svincolati dalla loro natura asettica, concettuale. Nei dipinti di Stefano Lubatti i numeri suggeriscono un nuovo mezzo seducente e impenetrabile pur mantenendo il loro prezioso bene: la libertà. Queste sono le caratteristiche che hanno affascinato l'artista e lo hanno ispirato a creare il suo vocabolario pittorico dei numeri: caratteri alfabetici di un linguaggio espressivo. La terminologia alfabetica di Stefano Lubatti non è un'invenzione capricciosa per compiacere un capriccio personale o fantasiose ambizioni artistiche decorative. La sua vera intenzione è utilizzare ciò che è alla portata di tutti. Come le parole, i numeri sono disponibili per tutti. I numeri sono strumenti facilmente accessibili che siamo abituati a gestire sin dall'infanzia.
Nel mondo di oggi c'è un bisogno pressante di connettersi con il nostro io interiore attraverso riconciliazioni simboliche al fine di trovare rifugio dalle contraddizioni che circondano tutto. Ancora una volta la creatività è la bussola che ci guida verso la stella polare della saggezza. È edificante sapere che in questo diorama c'è ancora qualcuno che si confida in un entroterra di significati simbolici. Qualcuno che si affidi a ciò che è ancora vivo e dimorante per varcare la soglia che ci divide dal mondo del significato e dal “non senso” che sembra contraddistinguere la nostra epoca.

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